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5 maggio: genova e napoleone

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05-05-2014

Nel 1797 una folla esaltata abbatté le statue di Andrea e Gio Andrea Doria, zio e pronipote, erette ai lati della scalinata di Palazzo Ducale. Il legato francese a Genova si affrettò ad informarne il generale Bonaparte, probabilmente compiacendosi dell'ardore rivoluzionario dei genovesi. Napoleone - pur impegnato tra i "giri di valzer" successivi al Trattato di Leoben - trovo il tempo di redigere una replica insospettata: "Cittadini. Apprendo col massimo dispiacere che in un momento di furia è stata abbattuta la statua di Andrea Doria. Andrea Doria era un grande marinaio e uomo di stato; l'aristocrazia era la libertà di quel tempo. L'Europa intera invidia alla vostra città il privilegio di aver dato i natali a un uomo così famoso. Non dubito che vi appresterete a risistemare la sua statua e sono pronto a sostenere personalmente parte del costo che ne deriverà. Bonaparte". Molto genovesemente, poi non se ne fece niente…


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