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e gianduia nacque a genova...

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03-02-2016

 

E GIANDUIA NACQUE A GENOVA (IN TOURNÉE)

La storia – e non poteva essere altrimenti – comincia a Torino, in Piazza Castello. Siamo alla fine del Settecento e Gioanin d'j Osei (“Giovannino degli uccelli”) è il “principe” (lo definirà così Brofferio) dei burattinai che si esibiscono sulla piazza in occasione di fiere e mercati: il suo personaggio è l'istrionico “Dottor Dulcamara” (lo stesso che trent'anni più tardi sarà reso immortale da L'elisir d'amore di Donizetti) che per soli 10 soldi vende a tutti un portentoso medicinale di sua invenzione, “elisir sensa egual, ca l'ha mai guarì e l'ha mai fait mal”.

Il giovanissimo Giovan Battista Sales, allora a servizio presso i conti Amico, è “folgorato” dallo spettacolo e decide di punto in bianco di abbandonare la livrea del valletto per diventare anche lui burattinaio: messosi a disposizione della compagnia di Gioanin gli viene affidato uno dei ruoli secondari, il “Gironi” (Girolamo in dialetto torinese). Tanto ingenuo da sfiorare la saggezza, costantemente alle prese con i problemi che gli creano una moglie esigente e una burocrazia asfissiante, Gironi è in realtà la versione torinese del Jocrisse d'oltralpe, di cui ricalca anche l'abbigliamento; personaggio dapprima secondario nella commedia francese, diventato poi protagonista durante le traversie politiche e sociali della seconda metà del Settecento, nel traversare le Alpi Jocrisse è diventato Gironi, guadagnandoci in scaltrezza ma perdendo un po' d'importanza: non a caso è un personaggio che si può affidare a un principiante. 

Sales è però intelligente a cogliere la vena polemica affatto contemporanea del personaggio e, pur restando debitamente al suo posto nell'ambito della compagnia, riesce a ritagliarsi una certa notorietà all'ombra del suo maestro. Col tempo, impara con la punta delle dita a prendere e a dare quelle bastonate che costituiscono il clou di ogni spettacolo di burattini, facendo ridere i piccoli e riflettere i grandi. Al principio del 1802, decide di mettersi in proprio.

Lasciata Torino, un po' per rispetto a Gioanin d'j osei, un po' per la consapevolezza di non poter fare alcuna concorrenza al maestro, Sales si associa a un burattinaio di Racconigi, Gioacchino Bellone, e gira per il basso Piemonte mettendo a punto uno spettacolo in cui sono protagonisti Gironi e le sue disavventure alle prese con un potere capriccioso e volubile. Negli anni in cui il Piemonte era un dipartimento francese, le sue riscuotono un certo successo tra i contadini della provincia piemontese: “Liberté, Egalité, Fraternité: ij franseis a van an caròssa e noi a pé”. Rincuorati dal consenso iniziale, Sales e Bellone decidono di varcare i “confini” fittizi tra le “repubbliche sorelle”di Francia e di Liguria e di tentare la fortuna anche a Genova, dove l'accento di Gironi magari non viene compreso in tutte le sfumature, ma frasi come “Viva la Fransa, viva Napoleon! Chiel a l'è rich, e noi estrasson” si capiscono benissimo lo stesso.

 

 

Ma il “diabolico” duo ha in mente anche un'altra cosa: nel gennaio del 1802 Napoleone è diventato presidente della Repubblica Cisalpina (ora diventata “Repubblica Italiana”) e la Repubblica Ligure – per non essere da meno – si è data un “doge”, evidentemente fantoccio di Parigi ma nominalmente indipendente: e questo doge si chiama proprio Girolamo, Girolamo Durazzo. A tutti i genovesi, il volenteroso ma impotente burattino Gironi appare come una parodia del doge in balia dei francesi ed è un successo clamoroso: Sales e Bellone metaforicamente “spaccano”. Fin troppo: la storia arriva fino alle orecchie del doge, che ordina alla polizia di mettere fine a questi spettacoli incresciosi; gli sbirri arrivano durante una rappresentazione e spaccano letteralmente teatrino e burattini, costringendo il povero Sales a darsi alla macchia per qualche tempo.

Cessato il clamore attorno al caso, Bellone e Sales si ritrovano e decidono di continuare la loro avventura; chiedono a uno scultore locale di intagliare un nuovo Gironi con tanto di codino e bicorno, ma decidono – per sicurezza – di cambiare nome al burattino, ripiegando dall'ormai scottante “Gironi” verso il più anodino "Gian", lo "Zanni" caro alla commedia dell'arte. Stava nascendo Gian d'la Duja...Gianduia!

 

VIVI GENOVA DA TURISTA IN CASA!!!!

Alla scoperta delle Botteghe e delle tradizioni genovesi
il nuovissimo tour di Explora

Sabato 6 febbraio, ore 16, il tour Botteghe e tradizioni. Dove un tempo passavano le mura cittadine nell'Ottocento nacque un quartiere tra i più belli e tecnicamente arditi d'Europa: così, a un passo dalle più antiche botteghe della tradizione, sono sorti i lussuosi negozi che avrebbero dovuto occuparsi dello stile di una città ricca e vivace. Come una macchina del tempo, questo percorso porta il visitatore alla scoperta di angoli inaspettati, dove il tempo sembra essersi fermato. Dalla semplicità di un’antica farmacia conventuale, accanto a cui sopravvive ancora l'orto delle erbe medicinali, si passa al lusso elegante dei negozi di moda di inizio secolo, per arrivare ai caffè di quello che era il salotto buono della città, tra i giardini dell'Acquasola e il Teatro dell'Opera.

Il prezzo del percorso, che include il biglietto funicolare Sant’Anna, è di 15 Euro per gli adulti (ridotto ragazzi fino ad 11 anni e over 65: 10 Euro; bambini 0-6 anni: gratuito).

È possibile prenotare i percorsi scrivendo a info@exploratour.it, online sul sito www.exploratour.it oppure direttamente presso Genova Experience senza alcuna maggiorazione.

La prenotazione non è obbligatoria, ma è gradita. Tutti i percorsi in calendario possono essere personalizzati ad hoc con orari, date, lingua e temi da concordare.

Per informazioni, prenotazioni e assistenza basta chiamare il numero 346 2506782.


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