FANTASMI @PALAZZO TURSI

Il Palazzo di Niccolò Grimaldi detto il “Monarca”, passato agli insaziabili Doria – che lo “soffiarono” nientemeno che a quell'Ambrogio Spinola celebrato in tutta Europa – oggi è non soltanto il Municipio della città, ma lo scrigno che raccoglie alcune delle sue memorie più preziose. Le pochissime statue che si vedono in cortile, Cattaneo Pinelli e Giuseppe Mazzini, ci raccontano già quasi tutto del carattere dei genovesi; ma le vere sorprese sono al suo interno: il “cannone” di Paganini si affianca al suo gemello, l'unica copia permessa dal grande violinista affinché potesse essere usata dal suo allievo Camillo Sivori... i quadri di Magnasco ci descrivono una città e il suo pensiero in un modo talmente ineffabile da apparire “perturbanti”, come direbbero i moderni psicologi... la Maddalena del Canova stravolge la nostra idea della pacatezza classica, dicendoci anche qualcosa di non banale sul collezionismo dei genovesi. Ma il tesoro della città non è solo nell'arte: è nella vita di tutti i giorni, dalla collezione di ceramiche e terracotte provenienti dalle erboristerie degli ospedali all'incredibile collezione di monete che ci ricorda come Genova sia stata, prima di ogni cosa, la città che ha inventato la moderna economia. Alla fine dell'itinerario, sarà il personaggio di Pellina Lomellini, moglie di dogi, testimone della rivolta del 1746 nonché donna considerata unanimemente “la più bella della città”, a raccontarci il suo personale punto di vista sui tesori genovesi.

Percorso: atrio e cortile Sala del Magnasco, sala della Maddalena, Collezione ceramica, collezione numismatica DVJ Giardino di Palazzo Bianco




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