Acquedotto del Principe

Principi, re e imperatori sono passati nella Villa di Andrea Doria; ma anche servi, fantesche e giardinieri. Tra loro anche uno schiavo, Amett, di cui non sapremmo nulla se non esistesse un suo disegno che schematizza il tracciato dell’irrigazione del giardino. E c’era anche un cane, il Gran Roldano, dono di Filippo II: per lui abbiamo addirittura una lapide; certo nella scala gerarchica valeva più di Amett (anche se lo schiavo, esperto di condutture, probabilmente non se la passava così male). Tante storie nascoste che andremo a scoprire ripercorrendo il tracciato dell’acquedotto del Principe dapprima salendo con la cremagliera di Granarolo per passeggiare nei luoghi dell'antico invaso che alimentava le fontane del parco e poi ridiscendere lungo le antiche creuse di Fassolo.




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