Genova ribelle

Un grido di rivolta!

Bisogna alzare gli occhi in via San Lorenzo per accorgersi di uno strano bassorilievo . Esso rappresenta un eroico aristocratico che offre il petto nientemeno che ad un cannone, dietro a cui si agita una folla di popolani scontenti.

Si tratta di un episodio del gennaio 1747. All’ indomani dell’insurrezione antiasburgica la città esplose nuovamente alla notizia che i nobili stavano tramando per far tornare gli austriaci in città.
Dai vicoli attorno a Palazzo Ducale spuntò una folla che spinse due cannoni  recuperati chissà dove . Si posizionarono davanti alla porta del Palazzo, finché non ne uscì il nobiluomo Giacomo Lomellini . Egli, abbastanza coraggiosamente, rassicurò i popolani fino a farli rinunciare alla rivolta.

L’episodio divenne proverbiale! La frase “Il Lomellino ha aperto il portone” restò per anni ad indicare gli sfoggi di retorica, cui però fa seguito un nulla di fatto. Più di un secolo dopo, il poeta Lorenzo Costa incaricò  Santo Varni di scolpire l’episodio nella loggia del palazzo che aveva appena acquistato. Se guardate attentamente però, noterete come le vesti dei popolani che minacciano il Lomellini ricordano, con voluto anacronismo, quelle dei rivoluzionari giacobini, con tanto di berretto frigio e feluche. 

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